Marketing territoriale turistico: una buona pratica di inbound marketing

da | 10 Set 2020 | Marketing

Se fatto bene il marketing territoriale turistico può diventare una pratica di inbound marketing molto potente: anche borghi autentici e piccoli comuni possono mettere in campo attività per promuovere il proprio valore e diventare “attrattivi” per il proprio cliente in target.

Città iperattive, metropoli congestionate ma anche cariche di opportunità; eppure il Covid ha stravolto in un battito di ciglia il classico modello di urbanizzazione che ci ha accompagnato negli ultimi decenni. Ci si spostava in massa da centri piccoli poco appetibili in termini di opportunità lavorativa e ancora prima formativa, per riversarsi immancabilmente nelle conurbazioni delle grandi città. Un fenomeno duraturo che sembrava destinato a perdurare per sempre, ma che soprattutto negli ultimi anni – ancor prima che il Covid ci mettesse lo zampino – ha conosciuto una seppur sottile inversione di tendenza.

I piccoli comuni sono diventati realtà desiderabili perché ritenute più sicure e lontane dal caos delle grandi città.

Smart working, fibra ottica, modalità di lavoro più flessibili, ricerca di maggiore equilibrio tra vita privata e lavoro hanno favorito lo spostamento verso le periferie meno urbanizzate delle grandi città, o addirittura verso piccoli borghi autentici. Con la fine del lockdown poi e l’arrivo dell’estate, in molti hanno optato per il lavoro da remoto, in qualche località di vacanza, lontano dai ritmi e dello stress quotidiano in un’evoluzione del concetto di bleasure (dalla fortunata commistione di business e pleasure) che ci porta a viaggiare con il computer sempre con sé, tant’è che la piattaforma di affitto per eccellenza Airbnb registra una crescita delle strutture dotate di wi-fi per soggiorni di oltre una settimana.

marketing territoriale turistico

Dal canto loro i piccoli comuni, diventati realtà desiderabili perché ritenute più sicure e lontane dal caos delle grandi città, hanno cavalcato l’onda e hanno cercato modalità e strumenti per rendersi più attrativi, aiutati in alcuni casi da partnership importanti, come quella di Airbnb, promotore del progetto Italians Villages, per valorizzare e far riscoprire i borghi rurali d’Italia.

Si incentivano le migliorie tecniche, si potenziano le infrastrutture, si usa l’arte per rendere queste mete attrattive, come nel caso di “Una boccata d’arte”, progetto realizzato da Fondazione Elpis in collaborazione con Galleria Continua, che porta le installazioni di artisti italiani in venti borghi selezionati in tutta Italia, e ancora si fa ricorso alla street art come a Dozza, in Emilia Romagna.

Tutto questo, se fatto bene, è un esempio di inbound marketing in campo turistico; come sempre occorre partire dall’analisi e dalla definizione della reale proposta di valore, quindi definire oggettivamente quali sono le peculiarità e le caratteristiche che rendono il borgo unico nel suo genere e perché dovrebbe essere vantaggioso venire ad abitare qui. Occorre costruire il proprio prodotto turistico, attivare touch-point e valorizzare la propria identità. Tutto questo permette alla destinazione turistica di attrarre la propria target audience ancor prima di fare pubblicità!